Bambini iperattivi e Fiori di Bach - News.
Sommario: Introduzione | Cos'è il DSM. | L'ADHD | Il Ritalin | Il trattamento di Floriterapia.

Dal 2007 in Italia, dopo un tormentato dibattito, è finalmente prescrivibile il Ritalin, farmaco a base di metilfenidato (un’anfetamina N.d.R.) per il trattamento dell’ADHD, cioè la sindrome da disattenzione e iperattività, prevalentemente riscontrabile nei bambini.
Qui puoi vedere uno stralcio da una vecchia, ma esplicativa puntata di Report su questo tema.
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Il Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders («Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali»), noto anche con l'acronimo DSM, è uno degli strumenti diagnostici per disturbi mentali più utilizzati, da medici e psichiatri di tutto il mondo.
La prima versione risale al 1952 (DSM-I) e fu redatta dall' American Psychiatric Association (APA). Da allora ve ne sono state ulteriori edizioni, l’ultima nel 2000 (DSM-IV-Text Revision o DSM-IV-TR, quella attualmente in vigore). Sono state anche effettuate piccole modifiche nelle ristampe di alcune versioni intermedie; particolarmente significativa la settima ristampa del DSM-II, che nel 1972 espulse l'omosessualità dalla classificazione psicopatologica. Il DSM-V è in fase di pianificazione, e dovrebbe essere pubblicato intorno al 2011. Nel corso degli anni il manuale è stato migliorato ed arricchito con riferimenti allo sviluppo attuale della ricerca psicologica in numerosi campi, ma anche con nuove definizioni di disturbi mentali: la sua edizione più recente classifica un numero di disturbi mentali pari a tre volte quello della prima edizione.
Consiste in una classificazione "nosografica ateorica assiale" (dove nosografica sta per “classificante le malattie” N.d.R.) dei disturbi mentali. I disturbi mentali vengono definiti in base a quadri sintomatologici, e quest'ultimi sono raggruppati su basi statistiche . (fonte Wiki alla voce DSM)
Il DSM tra le patologie inserisce la sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività (ADHD Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder, o più semplicemente ADD, Attention Deficit Disorder).
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L’ADHD è un disturbo del comportamento caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che rende difficoltoso e in taluni casi impedisce il normale sviluppo e integrazione sociale dei bambini. Si tratta di un disturbo eterogeneo e complesso, multifattoriale che nel 70-80% dei casi coesiste con un altro o altri disturbi. La coesistenza di più disturbi aggrava la sintomatologia rendendo complessa sia la diagnosi sia la terapia. Quelli più frequentemente associati sono il disturbo oppositivo-provocatorio e i disturbi della condotta, i disturbi specifici dell'apprendimento (dislessia, disgrafia, ecc.), i disturbi d'ansia e, con minore frequenza, la depressione, il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo da tic, il disturbo bipolare.
Per la normalizzazione del comportamento di alcuni pazienti iperattivi e con deficit d'attenzione si sono rivelate efficaci alcune molecole psicoattive come il metilfenidato.
Secondo la maggior parte dei ricercatori e sulla base degli studi degli ultimi quarant'anni il disturbo si ritiene abbia una causa genetica e sia anche legato a fattori morfologici cerebrali, fattori prenatali e perinatali, fattori traumatici. Secondo altri la sindrome da iperattività non è una malattia: il dottor Fred Baughman, neurologo infantile e membro dell'American Academy of Neurology, ha detto: «[…] La "psichiatria biologica" in quarant’anni non ha mai confermato l'esistenza di anomalie, "squilibri chimici" o disturbi "neurologici", "biologici" o "genetici" in una sola delle sue diagnosi o delle condizioni di cui afferma l'esistenza». Tale tesi è sostenuta anche da una parte significativa della comunità scientifica italiana: la prof. Emilia Costa (1a Cattedra di Psichiatria dell'Università "La Sapienza" di Roma) afferma infatti che «tale diagnosi (di ADHD) è inconsistente e vaga, e così come viene proposta ad oggi non andrebbe fatta».
Tale tesi è contestata da chi sostiene che, ad oggi, nessun fenotipo è stato individuato per l'ADHD, ed alcuna prova definitiva è stata fornita circa la tesi dell'origine genetica della sindrome. In molti casi si registra una remissione spontanea dei sintomi con l'avanzare dell'età del soggetto, anche in pazienti non sottoposti a terapia farmacologica.
A questo link trovate un test dedicato agli insegnanti, per capire se il bimbo è affetto dall’ADHD.
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Il metilfenidato (MPH – leggi Ritalin) è un analogo delle anfetamine, stimolante utilizzato in medicina per il trattamento del disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività in bambini e in adulti. Viene anche impiegato per trattare sintomi di traumi cranici e i sintomi diurni di stanchezza indotti dalla narcolessia. Trova impiego anche nel trattamento della sindrome da affaticamento cronico. È commercializzato sotto il nome di Ritalin, Ritalina, Concerta (capsule a rilascio prolungato), Metadate, Methylin e Rubifen. Il metilfenidato è stato brevettato nel 1954 dalla Ciba Pharmaceutical Company (successivamente diventata Novartis) e inizialmente era utilizzato per il trattamento della depressione, sindrome da affaticamento cronico e narcolessia.
Nell'aprile del 2008, Nature Network, il forum per scienziati della rivista Nature, ha effettuato un sondaggio on-line al quale hanno partecipato 1427 scienziati di 60 diversi Paesi, anche se la maggioranza era nei Paesi di cultura anglosassone, ovvero Stati Uniti, Regno Unito e Australia. Secondo i risultati del sondaggio, circa il 20% degli intervistati ha ammesso di usare il Ritalin per amplificare le prestazioni cognitive.
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Ammesso quanto detto sino ad ora, cerchiamo di prescrivere i fiori considerando in primis il soggetto, poi il nucleo familiare in cui vive, poiché per una creatura appartenente a questa fascia d’età, la componente familiare non è escludibile. Focalizzandoci sui sintomi che tale patologia include, riscontriamo come detto, inattenzione, impulsività e iperattività motoria, che nel 70-80% dei casi coesiste con un altro o altri disturbi. Quelli più frequentemente associati sono il disturbo oppositivo-provocatorio e i disturbi della condotta, i disturbi specifici dell'apprendimento (dislessia, disgrafia, ecc.), i disturbi d'ansia e, con minore frequenza, la depressione, il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo da tic, il disturbo bipolare.
Come sempre la floriterapia viene calibrata sulla persona e non può essere valutata sui generis. Queste sono, come sempre, solo linee guida. Cliccate sui link per vedere i fiori.
Uno dei fiori che vedo applicabile in questo contesto, nello specifico per l’impulsività e l’iperattività motoria è Vervain (VER), il fiore della verbena, impiegato nelle “espressioni esagerate”, in tutti quei contesti in cui vediamo che “il troppo stroppia”. In sinergia applicherei Cherry Plum (CHP), fiore del mirabolano, che tratta l’incapacità di gestire il vulcano energetico in quei soggetti dove, a causa di uno scompenso probabilmente di tipo neurovegetativo, il flusso energetico è disarmonico e quindi non costante. Sempre per lo stesso motivo applicherei Scleranthus (SCL), il fiorsecco, per l’alternanza, e con tutta probabilità Agrimony (AGR), agrimonia eupatoria, che interagisce con i sintomi del disturbo oppositivo-provocatorio e i disturbi della condotta. Avendo applicato il dittico SCL – CHP, inseriamo anche White Chestnut (WHC), fiore dell’ippocastano, che completa il trattamento per la gestione energetica.
Se il soggetto mostrasse segni di bipolarità o di disturbo ossessivo-compulsivo, aggiungeremmo Crab Apple (CRA), melo ornamentale, per la depurazione dagli stati compulsivi e Oak (OAK), la quercia, per riportare l’attenzione al centro.
Imprescindibile nel trattamento, a mio avviso, sarà Chestnut Bud (CHB), gemma d'ippocastano, poiché fiore d’apprendimento, capace di insegnarci quale comportamento adottare nelle diverse situazioni della vita. È il fiore delle competenze emozionali, quello che ci permette di saper cogliere la scintilla che sblocca una condizione perpetrante.
Heather (HEA), l’erica, e Holly (HOL), l’agrifoglio, nell'eventualità di un ’eccessiva richiesta d’attenzione e per la rabbia.
Ultimo, ma non meno importante, Clematis (CLE), fiore della vitalba, per riportare attenzione e concentrazione, fiore che peraltro si collega benissimo a CHB ed al suddetto WHC.
In questa struttura floreale stiamo cercando di ricondurre l’attenzione del soggetto al soggetto. Questa forma “patologica” con spostamento dell’Io verso l’esterno, viene trattata in floriterapia, non solo con la positivizzazione dello stato innescatosi, stato che ha creato un disturbo nelle frequenze energetiche, destabilizzando l’essere, ma anche prendendosi cura della capacità del bambino di superare questo accadimento. Placare non significa sedare, significa imparare, e imparando ad auto-gestirsi, riconducendo l’attenzione al giusto intento, senza più fuggire, si ritrova serenità.
Max Volpi
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"ADHD e Fiori di Bach" by Max Volpi
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